Il popolo, quello ticinese incluso, ha seguito il PLR e respinto l’iniziativa sulla «neutralità» con oltre il 70% dei voti contrari a livello nazionale. Ciò dimostra lungimiranza. La Svizzera era, è e rimane neutrale ma armata. Proprio perché la neutralità ha dato prova di sé in diverse situazioni storiche, non deve essere cristallizzata in una formula rigida. In un mondo sempre più instabile, la Svizzera deve definire la propria posizione nei confronti di guerre e conflitti caso per caso e agire con intelligenza strategica.
L’elettorato lo ha capito: chi vuole difendere il Paese in modo credibile non può limitarsi a reagire e a cercare collaborazioni solo quando le minacce sono ormai alle porte. Inoltre, la Svizzera neutrale ha bisogno di una propria industria degli armamenti sostenibile, in grado di esportare in modo affidabile all’estero. Una tecnologia nazionale forte è un presupposto fondamentale per un’esercito svizzero in grado di difendersi.
SÌ all’esercito, SÌ alla legge sul materiale bellico
È proprio su questo aspetto che già a novembre si profila il prossimo attacco populista. Il PS e altri sostenitori dell’abolizione dell’esercito vogliono, con il loro referendum contro la nuova legge sul materiale bellico (LMB), soffocare le aziende svizzere del settore degli armamenti.
Il PLR ritiene che ciò sia estremamente pericoloso. Gli Stati partner che condividono i nostri valori devono poter trasferire il materiale bellico svizzero a condizioni chiare e trasparenti. Per questo il PLR si batte per un SÌ alla nuova legge e per i preziosi posti di lavoro nell’industria della difesa, a tutela del nostro know-how industriale, della nostra sicurezza e di tutti coloro che ogni giorno mettono la sveglia. Diciamo SÌ all’esercito e SÌ alla LMB.
Un chiaro NO all’iniziativa sull’alimentazione
Anche l’iniziativa sull’alimentazione è stata respinta. Avrebbe portato a un obbligo di alimentazione vegana. Il popolo ha detto un chiaro no a questa imposizione della sinistra e dei Verdi.